Riccardo Davanzo Neonatologo Responsabile Rooming-in/Nido Neonatologia e TIN IRCCS Burlo Garofolo, Trieste

Riccardo Davanzo
Neonatologo
Responsabile Rooming-in/Nido
Neonatologia e TIN IRCCS Burlo Garofolo, Trieste

L’allattamento al seno, visti i vantaggi che reca a bambino, madre, famiglie e società, va eventualmente sospeso o non avviato solo quando vi siano reali e documentate controindicazioni mediche oppure per scelta informata da parte della madre. La donna che allatta al seno può trovarsi nella condizione di dover assumere uno o più farmaci per curarsi. A prescindere dalle condizioni di salute della donna, è appropriato chiedersi se l’uso di questi farmaci, sia sicuro per il bambino. Bisogna anche considerare che la sospensione anche temporanea dell’allattamento in corso di un ciclo di terapia materna reca una serie di disagi per la coppia madre-bambino, col rischio che una interruzione temporanea diventi permanente.

Queste premesse ci portano a comprendere come la valutazione clinica della sicurezza d’uso in allattamento di un farmaco vada attentamente valutata, senza pregiudizi ed approssimazioni. Sul numero di luglio della rivista “Journal Human Lactation” è stato appena pubblicato un articolo che approfondisce questo tema fornendo in ordinata sequenza informazioni sulla metodologia di valutazione del rischio lattazionale e soprattutto sull’attitudine da tenere. Si tratta di un policy statement proposto dalla Società Italiana di medicina Perinatale, messo a punto da un gruppo di lavoro nazionale ad hoc costituito da farmacologici, tossicologi, pediatri e consulenti in allattamento.

Fra le varie raccomandazioni trovate nell’articolo ci limitiamo a citarne alcune:

▼ Evitare i consigli dati solo in base al principio di prudenza, del tipo “nel dubbio meglio non allattare”. Così facendo si disconoscono i benefici dell’allattamento al seno.

▼Dare dei consigli scientificamente documentati e differiti anche di 24 ore è possibile e sicuro.

▼ Procedere con una metodologia di valutazione rigorosa e scientifica (LactMed)

▼ In particolare il problema della sicurezza dell’uso di un farmaco non si pone in attesa della montata lattea, quando le quantità di colostro assunte sono minimali.

▼ Le reazioni avverse su lattanti sono documentate essenzialmente al di sotto dei 2 mesi di vita, quando il metabolismo è ancora immaturo.

▼ È sempre possibile, in quei rari casi in cui è indicato, scoraggiare l’allattamento al seno in un secondo momento, sulla base delle informazioni della letteratura raccolte.

▼ La politerapia è compatibile, se ciascun farmaco è considerato sicuro.

L’articolo però invita ad approcciarsi al problema della valutazione del rischio lattazionale con un approccio, che tenga conto del valore dell’allattamento al seno. Il rigore metodologico per valutare la liceità di un farmaco in corso di allattamento deve accoppiarsi ad un approccio positivo!

Davanzo R, Bua J, De Cunto A, Farina ML, De Ponti F, Clavenna A, Mandrella S, Sagone A, Clementi M. Advising Mothers on the Use of Medications during Breastfeeding: A Need for a Positive Attitude. J Hum Lact 2015; pii: 0890334415595513. ABSTRACT ONLINE