Gorlanova O, Thalmann S, Proietti E, Stern G, Latzin P, Kühni C, Röösli M, Frey U. J Pediatr. Effects of Breastfeeding on Respiratory Symptoms in Infancy. Journal of Pediatrics, 2016, Apr 7

Il latte materno rappresenta il migliore alimento destinato al neonato e al lattante. L’azione degli operatori sanitari è quella di promuovere, sostenere e proteggere l’allattamento al seno i cui benefici interessano sia il bambino sia la madre. Il latte materno ha una composizione unica ed inimitabile e contiene sostanze che possono condizionare la funzione del sistema immunitario e offrire effetti benefici sia a medio che a lungo termine.

Uno tra i suoi molteplici benefici riguarda la protezione dalle malattie respiratorie, ad esempio polmoniti e bronchioliti, che sono causa frequente di ospedalizzazione. Occorre considerare che alcune patologie, come ad esempio l’asma bronchiale, risentono di una componente genetica ereditaria, che fattori perinatali come la nascita pretermine e fattori ambientali, quali l’esposizione al fumo di tabacco o alle polveri sottili, possono facilitare lo sviluppo di malattie dell’apparato respiratorio.

Un recente articolo eseguito da un gruppo di lavoro svizzero ha voluto valutare se il già citato effetto

protettivo dell’allattamento al seno sulle patologie a carico dell’apparato respiratorio può essere influenzato dalla presenza di fattori di rischio ereditari (sesso, atopia materna, asma materna), dall’età del bambino, da fattori perinatali (età gestazionale e parto cesareo) o ambientali (esposizione al tabacco ed  a PM10, numero di fratelli/sorelle e cura del bambino).  Lo studio è stato condotto in maniera prospettica, utilizzando dei questionari telefonici somministrati settimanalmente alle madri di 423 bambini nati a termine sani dimessi dai reparti di neonatologia, per un periodo totale di 12 mesi.  I risultati dello studio hanno confermato che allattare al seno risulta altamente protettivo nei confronti dello sviluppo di malattie respiratorie nei primi 6 mesi di vita e che tale effetto non è più evidenziabile a 12 mesi. I sintomi respiratori sono infatti risultati meno evidenti in coloro che sono stati alimentati con latte materno rispetto ai non allattati (RR 0.70; 95% CI 0.55-0.88). A differenza di quanto finora indicato in letteratura, il sesso femminile è protetto dal latte materno più del sesso maschile [femmine (RR 0.50; 95% CI 0.35-0.73); maschi (RR 0.93; 95% CI 0.68-1.27)]. Inoltre, solo nei bambini non allattati al seno si è resa evidente una significativa riduzione della morbidità respiratoria con l’aumento dell’età gestazionale (37-40 settimane) (RR 0.77; 95% CI 0.61-0.97). Il parto cesareo è considerato fattore di rischio per lo sviluppo di sintomi respiratori e di asma. Nello studio in questione i bambini nati da cesareo e non allattati al seno hanno presentato un rischio 2,86 volte maggiore di presentare malattie respiratorie, indicando che esiste una correlazione tra allattamento al seno, tipo di parto e sintomi respiratori. Anche altri fattori di rischio rappresentati dal sesso, dall’età gestazionale e dall’uso di tabacco durante il periodo perinatale, esercitano un minore impatto negativo negli allattati al seno rispetto a coloro che sono alimentati con latte di formula. Non è stata invece riscontrata una associazione significativa tra alimentazione al seno e atopia materna, cura del bambino, presenza di fratelli/sorelle, uso di tabacco nel periodo postnatale ed esposizione a molecole allergizzanti.

Il ridotto rischio di patologia respiratoria riscontrato nel campione studiato può essere spiegato dal fatto che le sostanze antiinfiammatorie ed immunomodulanti presenti nel latte materno, unitamente al microbiota intestinale associato all’allattamento al seno, possono rappresentare un meccanismo di protezione immunologica.

Nonostante un grande limite sia rappresentato dalla mancata differenziazione tra allattamento esclusivo e complementare, lo studio contribuisce ad aggiungere ulteriori informazioni a sostegno dei benefici offerti dal latte materno che, nei primi sei mesi di vita, protegge dalle malattie respiratorie soprattutto il sesso femminile, i bambini esposti al fumo di tabacco nel periodo perinatale e i nati da parto cesareo.

Guglielmo Salvatori

Terapia Intensiva Neonatale
Dipartimento di Neonatologia Medica e Chirurgica
Ospedale Bambino Gesù – IRCCS-Roma