Renato Vitiello Direttore UOC di Pediatria e Neonatologia P.O. "S. Anna e SS. Madonna della Neve" Boscotrecase (NA)

Renato Vitiello
Direttore UOC di Pediatria e Neonatologia
P.O. “S. Anna e SS. Madonna della Neve”
Boscotrecase (NA)

E’ opinione ormai consolidata che l’alimentazione rappresenta lo stimolo epigenetico più importante del feto e del bambino e l’allattamento al seno ne rappresenta il fulcro, una pietra d’angolo intorno alla quale ogni altra variabile ambientale esercita la propria influenza sull’espressione genica. Nonostante questa consapevolezza, nei paesi dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) la diffusione e la durata dell’allattamento materno restano inferiori a quanto raccomandato dalle autorità sanitarie e dalle società scientifiche. In Italia, in particolare, sebbene le donne che allattano al seno siano negli ultimi anni in aumento, l’allattamento esclusivo dura in media solo 4,1 mesi[1]. E’ stato documentato in diversi studi che uno dei fattori che rende più difficile il proseguimento dell’allattamento al seno è il ritorno a lavoro della mamma[2],[3],[4],[5]. La normativa italiana, sebbene nella società stia aumentando la consapevolezza dell’importanza della tutela della maternità, appare ancora insufficiente se la compariamo ad altri paesi europei[6]. L’Italia investe poco nella famiglia, solo 1,4% del PIL, al di sotto della media europea (2,0%) e molto meno non solo dei paesi del Nord Europa (3,0-3,7%), notoriamente all’avanguardia nel welfare, ma anche di alcuni stati più vicini a noi come la Francia (2,5%) o la Germania, che spende il doppio (2,8%). Ciò spiega anche perché, in parte, il tasso italiano di occupazione femminile (48%) sia fra i più bassi dei paesi dell’OCSE (media 59%)[7]. Un recente studio condotto in Australia ha dimostrato come, all’aumentare delle ore di lavoro della mamma, fosse più difficile il proseguimento dell’allattamento al seno. Le madri che lavoravano meno di 19 ore alla settimana avevano maggiori probabilità di mantenere l’allattamento fino al sesto mese di vita, se comparate alle mamme che lavoravano a tempo pieno (p < 0.05)[8].

Nella società, e quindi nella politica, deve crescere la consapevolezza che è importante investire di più nella famiglia per favorire lo sviluppo del feto e del bambino, è fondamentale “umanizzare” l’azione politica, troppo incline alla ricerca del risultato immediato e, spesso, incurante delle conseguenze sulle generazioni future.

Per incidere in modo efficace su queste tematiche sociali, dobbiamo mettere in atto azioni finalizzate a conciliare lavoro e famiglia: si diano incentivi per organizzare asili-nido aziendali e inter-aziendali, comprendenti ambienti protetti in cui le mamme possono allattare il loro bambino, si favorisca il telelavoro ove possibile, si consentano orari flessibili per entrambi i neo-genitori nei primi anni di vita, si migliorino le opportunità e le condizioni del part-time, solo per indicare alcune scelte che farebbero invertire la rotta a una società stanca e invecchiata. Il part-time, in particolare, darebbe un notevole aiuto alla mamma a mantenere un esclusivo allattamento al seno, così come si è visto nello studio condotto in Australia, favorendo così lo sviluppo di una popolazione più sana e, in futuro, più produttiva.

Bibliografia

[1] http://www.istat.it/it/archivio/141431

[2] Ogbuanu C, Glover S, Probst J, Hussey J, Liu J. Balancing work and family: effect of employment characteristics on breastfeeding. J Hum Lact. 2011;27(3):225–238

[3] Mirkovic KR, Perrine CG, Scanlon KS, Grummer-Strawn LM. Maternity leave duration and full-time/part- time work status are associated with US mothers’ ability to meet breastfeeding intentions. J Hum Lact. 2014;30(4):416–419

[4] Gielen AC, Faden RR, O’Campo P, Brown CH, Paige DM. Maternal employment during the early postpartum period: effects on initiation and continuation of breast-feeding. Pediatrics. 1991;87(3):298–305

[5] Ogbuanu C, Glover S, Probst J, Liu J, Hussey J. The effect of maternity leave length and time of return to work on breastfeeding. Pediatrics. 2011;127(6). Available at: www.pediatrics.org/cgi/ content/ full/ 127/ 6/ e1414

[6] http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=1116&intPageId=3077&langId=it

[7] Vitiello, R. Alimentazione nell’infanzia e ruolo materno. (2012) Da “Stili alimentari e Salute di Genere” Ed. Franco Angeli, pag. 63.

[8] Xiang N, Zadoroznyj M, Tomaszewski W, et al. Timing of Return to Work and Breastfeeding in Australia. Pediatrics. 2016;137(6):e20153883

Renato Vitiello
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