Prof. Claudio Maffeis Pediatria Indirizzo Diabetologico e Malattie del Metabolismo Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata Verona Ospedale Civile Maggiore Verona

Prof. Claudio Maffeis
Pediatria Indirizzo Diabetologico e Malattie del Metabolismo
Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata Verona
Ospedale Civile Maggiore
Verona

Il sistema nervoso è la componente dell’organismo che cresce con la  massima velocità durante il primo biennio di vita. Questa rapida crescita quantitativa, in massa cellulare, si accompagna anche ad una rapida specializzazione e maturazione funzionale delle cellule nervose, cioè ad una crescita di carattere “qualitativo”. In questa prima fase della vita, le funzioni neurologiche e psichiche del lattante e del divezzo si accrescono e perfezionano rapidissimamente. La nutrizione contribuisce in modo rilevante a questo processo. Del resto, la nutrizione ha lo scopo di rifornire l’organismo delle molecole necessarie a garantire le richieste di carattere strutturale, fornendo gli elementi utilizzati per la sintesi di componenti cellulari e tessutali, e funzionale, fornendo gli elementi necessari ai processi biochimici di sintesi e lisi. Il latte materno ha una composizione ideale per assolvere in maniera fisiologica questi due compiti. Nel bambino sano a  termine, l’allattamento al seno esercita un effetto benefico sul neuro sviluppo (1). L’effetto è verosimilmente dovuto alla composizione del latte umano da un lato e dalla sensibilità materna associata alla volontà e all’azione dell’allattare, al quoziente intellettivo, al grado di istruzione, e al livello socio-economico della madre  (2,3).

E nei bambini nati prematuri? Che ruolo può svolgere la nutrizione con latte umano sull’accrescimento e lo sviluppo del SNC in questi  bambini? Dati recentissimi confermano l’importanza di alimentare con latte umano i prematuri per ottenere un miglior accrescimento cerebrale ed una migliore performance funzionale (4). Belfort e coll.  hanno reclutato un campione di 180 neonati con età gestazionale inferiore alla trentesima settimana o con un peso inferiore ai 1250 g. Durante i primi 28 giorni di vita, è stato registrato il numero dei giorni in cui ciascun bambino ha assunto una quota di latte materno superiore al 50% del totale di latte ingerito. All’età di 7 anni i bambini hanno eseguito numerosi tests di valutazione dello sviluppo neuro cognitivo (QI, lettura,  calcolo matematico, attenzione, memoria visiva, linguaggio, percezione visiva).  Ad un’età corrispondente alle 40 settimane di gestazione e  all’età di 7 anni hanno eseguito una risonanza magnetica nucleare al cervello. I risultati ottenuti hanno mostrato una correlazione diretta tra il numero dei giorni in cui i neonati hanno assunto latte materno (>50% del latte ingerito) nel primo mese di vita ed il volume di materia grigia al compimento della 40a settimana postconcezionale, ed un miglior livello di neuro sviluppo a 7 anni di età rispetto a coloro che avevano assunto una quantità di latte materno inferiore al 50% del totale nel primo mese di vita. Pertanto, il latte materno assunto nel primo mese di vita è risultato offrire dei chiari vantaggi neurologici in termini sia anatomici che funzionali nel piccolo prematuro. Una possibile spiegazione è la maggior sensibilità del cervello del prematuro ai possibili effetti benefici del latte umano, in una fase di crescita dendritica ed assonale e della sinaptogenesi  molto rapida, propria di questa età dello sviluppo del SNC Nutrienti importanti per lo sviluppo ottimale dei neuroni durante la vita fetale e nella prima infanzia nell’infanzia sono gli acidi grassi a lunga catena, in particolare il DHA, contenuti nel latte umano. Il ruolo positivo svolto dal DHA (22:6n-3) è stato recentemente confermato da uno studio randomizzato – controllato su 1094 donne,  in cui è stato somministrato DHA (400 mg/die) a partire dalla 18a-22a settimana di gravidanza fino al parto e sono stati valutati sviluppo cognitivo e comportamentale e alcune funzioni esecutive, compresa l’attenzione, dei figli all’età di 5 anni  (5). La supplementazione prenatale con DHA ha mostrato un effetto benefico su misure oggettive di attenzione e funzioni esecutive nell’età prescolare.

La maggior quota di materia grigia nel talamo e nei gangli della base evidenziata nello studio di Belfort è di rilievo, vista la centralità di queste strutture nella connettività corticale e nell’efficacia del funzionalità neurale. Inoltre, il maggior volume riscontrato nell’area dell’ippocampo ben si associa con la migliore performance della memoria e delle funzioni di apprendimento.
Questi risultati sono di notevole impatto e aprono nuove prospettive di ricerca per comprendere i benefici del latte umano per la nutrizione del prematuro come del lattante. In particolare, queste importanti evidenze nel prematuro pongono le basi per esplorare due ulteriori aspetti nell’ambito della relazione tra latte materno e SNC: a. il grado di associazione tra tipo di allattamento, al seno verso formula, nel nato a termine e accrescimento anatomico delle diverse componenti del SNC, per verificare l’ipotesi che quanto evidenziato nel prematuro si realizzi durante la fase postnatale anche nel neonato a termine; b. il riconoscimento dei meccanismi biomolecolari con cui il latte umano migliora la crescita e lo sviluppo del SNC nel prematuro e di quali componenti svolgono un ruolo chiave al riguardo.

E’ però doveroso sottolineare come l’azione confondente di altre componenti inerenti soprattutto alla relazione mamma-bambino (modalità di accudimento, sensibilità, caratteristiche ambientali, età, grado di istruzione, QI materno, ecc.) possano influire sulle caratteristiche accrescitive del SNC del bambino e debbano pertanto essere attentamente controllate negli studi futuri.

Quanto riportato da Balfort e coll. è un’ulteriore conferma della necessità operativa di utilizzare il latte materno nei prematuri non appena possibile dopo la nascita, e di raccomandare il latte umano quale dieta esclusiva e/o principale per il pretermine.

Bibliografia

  1. Kramer MS,Aboud F, Mironova E, Vanilovich I, Platt RW, Matush L, Igumnov S, Fombonne E, Bogdanovich N, Ducruet T, Collet JP, Chalmers B, Hodnett E, Davidovsky S, Skugarevsky O, Trofimovich O, Kozlova L, Shapiro S; Promotion of Breastfeeding Intervention Trial (PROBIT) Study Group.Breastfeeding and child cognitive development: new evidence from a large randomized trial. Arch Gen Psychiatry. 2008;65(5):578-84.
  2. Nyaradi A, Li J, Hickling S, Foster J,Oddy WH. The role of nutrition in children’s neurocognitive development, from

pregnancy through childhood. Front Hum Neurosci 2013; 7, 97.

  1. Der G,Batty GD, Deary IJ. Effect of breast feeding on intelligence in children: prospective study, sibling pairs analysis, and meta-analysis. BMJ. 2006 ;333(7575):945.
  2. Belfort MB, Anderson PJ, Nowak VA, Lee KJ, Molesworth C, Thompson DK, Doyle LW, Inder TE. Breast Milk Feeding, Brain Development, and Neurocognitive Outcomes: A 7-Year Longitudinal Study in Infants Born at Less Than 30 Weeks’ Gestation. J Pediatr. 2016 (in stampa).
  3. Ramakrishnan U, Gonzalez-Casanova I, Schnaas L, DiGirolamo A, Quezada AD, Pallo BC, Hao W, Neufeld LM, Rivera JA, Stein AD, Martorell R. Prenatal supplementationwithDHA improves attention at 5 y of age: a randomized controlled trial.Am J Clin Nutr. 2016 (in stampa)